Il Benevento Calcio, oramai è arcinoto, dopo solo tre anni di purgatorio in serie C, è ritornato prepotentemente e con merito in quella serie B che da sempre è stato il sogno di un’intera comunità. Grazie ad una squadra formidabile, ma grazie soprattutto alla famiglia Vigorito e al presidente Oreste, che da vent’anni oramai presiede la massima società sportiva della Provincia.
Casa dei giallorossi, ovviamente, lo stadio Ciro Vigorito, che con l’antistadio “Imbriani” e il Centro Sportivo Avellola, rappresentano il centro nevralgico di tutte le attività del Club, Settore Giovanile compreso.
Lo stadio, inteso come impianto, è diventato, negli anni, il tallone d’Achille del Benevento Calcio. Perchè è una struttura, nonostante gli innumerevoli maquillage operati da parte della Società giallorossa, quasi tutti a carico della Proprietà, risente degli anni e dell’usura del tempo. Inaugurato il 9 settembre 1979, quindi quasi 47 anni fa. Uno stadio progettato anni prima, costruito non senza intoppi, con criteri che oggi, probabilmente, non soddisfano più le esigenze per una adeguata fruizione dello stesso. Anche perchè obiettivamente sproporzionato, per le reali esigenze, e di difficile manutenzione considerata la tecnologia e i materiali utilizzati all’epoca per la sua costruzione.
Ideato e d edificato per contenere oltre 25.000 spettatori, ridimensionato sia per il successivo montaggio di seggiolini in quasi tutto l’impianto, e sia perchè, il 10 luglio 2017, la Commissione di Vigilanza sui pubblici spettacoli stabilì, a seguito di vari adempimenti ed interventi necessari, una capienza massima di 16.867 posti.
Ad oggi, escludendo il campo di gioco che è un vero gioiello (pochi green sono così belli, ai limiti della perfezione!) ed alcune aree interne ad esso, lo stadio mostra tutti i segni del tempo. Con una vistosa se non clamorosa ferita rappresentata dalla copertura della tribuna centrale superiore, già evidentemente inadeguata, ma che è stata “ridotta” smontandone quasi la metà, a causa di possibili danni causati dal vento (effetto vela)…
Questo, ovviamente, a tutto danno dei tifosi di quel settore ma ancor più della Società giallorossa, che non potrà certo lanciare campagne abbonamenti adeguate ad una serie B e, soprattutto, non potrà ospitare con il confort adeguato le società e i tifosi ospiti, in un contesto degno della cadetteria.
Non entro nel merito dei contenziosi esistenti tra Società e Amministrazione comunale, né tantomeno sono a conoscenza di eventuali progetti approvati o finanziati, riguardanti lo Stadio Ciro Vigorito.
Ma, ad oggi, credo che oltre le sbandierate usuali felicitazioni e i messaggi di giubilo di tutte le forze politiche cittadine, sia il momento di fare fronte comune per cercare di intervenire quanto prima sulla struttura, rifacendone il look adeguatamente, provvedendo a ridisegnare e realizzare in tempi ragionevolmente brevi una tribuna degna di tale nome, ma con occhio anche agli altri settori, per presentarci ai nastri di partenza del prossimo campionato con un impianto degno della Città e della Società Benevento Calcio (magari con un affido pluriennale!) che lo meriterebbe ampiamente, al pari dei tifosi..
Senza tentennamenti, percorrendo tutte le strade istituzionali possibili, interessando fattivamente la Regione Campania, la F.I.G.C., il C.O.N.I., Il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Siamo già al giorno dopo, siamo agli inizi di aprile è di tempo ce n’è, se davvero si vuole il bene della Città e del Benevento Calcio, oltre le manifestazioni di facciata.
Qui sotto, alcuni articoli relativi all’inaugurazione del Ciro Vigorito (ex Santa Colomba):

8 Aprile 2026 di Marcello Mulè




