
di Arturo Ciullo
Cade, a sorpresa, il Benevento, dopo ben 17 turni consecutivi di imbattibilità segnati da 15 vittorie e 2 pareggi; e lo fa su un campo dove una recente tradizione non ha regalato particolari “gioie” sportive ai tifosi della Strega.
I sanniti hanno disputato una gara molto al di sotto delle proprie potenzialità. Abulici, “arruffoni” e con poche idee al cospetto, invece, di un combattivo e ben organizzato Monopoli, che raccoglie tre punti preziosi per la sua lotta play-off.
Floro Flores deve rinunciare, in partenza, a Tumminello, vittima di un attacco influenzale e dà fiducia dal primo minuto a Mignani. A centrocampo, dove nella gara precedente aveva schierato Talia dall’inizio, questa volta sceglie Kouan.
Il primo tempo, sottotono, scivola via senza particolari emozioni. Al 40° una colossale dormita della difesa sannita consente ai padroni di casa di portarsi in vantaggio con Longo (autore, poi, di una doppietta). In pieno recupero della prima frazione di gara è Della Morte a marcare il gol del pari per i sanniti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Nella ripresa, Floro Flores inserisce i vari Manconi, Prisco, Romano, Carfora e Celia, al fine di dare lo sperato scossone alla squadra. Tentativo fallito, visto che il Benevento non s’è reso mai pericoloso, anche perché “imbavagliato” dall’ottima organizzazione difensiva dei pugliesi. Il Monopoli dà l’impressione di credere nella vittoria tanto che riesce a riportarsi in vantaggio al minuto 67, ad opera (ancora) di Longo e su una (seconda) dormita della retroguardia sannita. Da lì in poi i padroni di casa hanno tranquillamente controllato la gara fino al termine portando a casa l’intera posta.
Ecco le mie riflessioni:
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dopo quella contro il Foggia, anche quella di ieri è stata una prova decisamente sottotono; non vorrei che ciò suonasse come un campanello d’allarme. Ho l’impressione che la squadra non sia ancora riuscita a smaltire le scorie per lo sforzo fisico e mentale della partita contro il Catania; sembra aver smarrito, improvvisamente, la propria consapevolezza. Credo, tuttavia, e sono convinto si tratti soltanto di una parentesi negativa;
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nessun giallorosso sugli scudi; è strano dover segnalare prestazioni al di sotto delle proprie potenzialità di uomini come Saio, Vannucchi, Pierozzi, Scognamillo e Kouan, che appaiono alquanto “scarichi”;
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la gestione dei cambi è parsa, stavolta, “improvvisata ed occasionale”. Sarà che il tecnico, probabilmente, non sia riuscito a leggere nel modo giusto la partita, sia in fase di preparazione sia ad inizio ripresa. E’ anche vero che egli non può nulla quando buona parte degli atleti non risponde in modo adeguato.
Comunque sia il risultato di ieri non desta, di fatto, particolare preoccupazione per le sorti finali del campionato. II Catania, unica concorrente ancora in lizza per la promozione diretta, non ha saputo approfittare dello scivolone del Benevento e non ha saputo andare oltre il pareggio interno contro un coriaceo Casarano. Al pari dei sanniti, anche gli etnei sembrano risentire e pagare lo sforzo fisico e mentale per un torneo lungo ed impegnativo, peraltro sempre a rincorrere un “inarrivabile” avversario. E nemmeno il cambio della guida tecnica, con l’arrivo di Viali al posto di Toscano, sembra esser riuscito a dare alla squadra siciliana la giusta inversione di tendenza.
Ci attende, ora, la gara interna con il Cosenza, nel lunch-match di domenica prossima, quando il Benevento potrà entrare in campo già consapevole del risultato del Catania, impegnato il giorno prima nella difficile trasferta di Latina. Unico scopo sarà quello di mettere in cassaforte i tre punti che potranno avvicinare sempre più i sanniti al sogno tanto atteso o addirittura già coronarlo nel caso di mancata vittoria dei siciliani in terra laziale.
Restano da disputare soltanto cinque partite, di cui tre tra le mura amiche del Vigorito (nell’ordine Cosenza, Cavese e Cerignola). Il margine di vantaggio è di ben undici punti, non certo di poco conto, visto che ai sanniti ne saranno sufficienti soltanto cinque per ottenere la matematica certezza della promozione, e sempre ammesso che il Catania riesca a vincere tutte le gare restanti. Ma potrebbero bastarne anche “soltanto” quattro, perché un eventuale arrivo finale alla pari premierebbe la squadra con la migliore differenza reti, che vede attualmente un differenziale di +15 a favore dei sanniti. Davvero difficile ipotizzare, da qui alla fine, “goleade” da parte del Catania tali da colmare questo “gap”
Cuore e testa a Domenica! Fidiamo tutti in un immediato riscatto dei nostri ragazzi, che vorranno certamente regalare al presidente, allo staff societario, ai tifosi (che in massa riempiranno lo stadio) e… a se stessi la “grande emozione”.
Forza Strega! Andiamo a vincere!

24 Marzo 2026 di Redazione

