di Arturo Ciullo
Canta ed impazzisce di gioia il Ciro Vigorito al triplice fischio del sig. Drigo di Portogruaro. I giallorossi conquistano i tre punti ed allungano a +10 sul Catania.
Inutile nascondersi: la vittoria degli uomini di Floro Flores non è stata semplice, ma ottenuta grazie a una gara studiata e impostata proprio per gestire tutti i 90 minuti con intelligenza tattica.
Per i siciliani era la partita dell’anno; un solo risultato utile a disposizione: la vittoria. Toscano, l’esperto tecnico degli etnei, aveva studiato la gara nei dettagli, cercando per quanto possibile verticalizzazioni ed aggressioni degli esterni del Benevento
Di fronte le due squadre più forti del torneo, sebbene con due “credo calcistici” opposti . In questa gara, rispetto all’andata, le cose sono andate diversamente. La Strega ha atteso i siciliani colpendoli al momento opportuno sfruttando al meglio le caratteristiche insite nel DNA degli uomini di Floro Flores.
Sanniti scesi in campo con il consueto 4-2-3-1, con la sola novità del rientrante Prisco in mediana. Atteggiamento iniziale alquanto guardingo, dettato dalla consapevolezza di poter contare su due risultati su tre, ma anche dalla convinzione di potersi costruire, grazie all’elevato valore tecnico, le occasioni giuste da poiter sfruttare.
Di fronte un Catania coriaceo, autore di una grossa prestazione forte di un organico incredibile. Tuttavia, a parte alcune conclusioni nate per lo più da rimpalli casuali, non si è mai reso seriamente pericoloso.
E’ proprio da un rimpallo e da una “non perfetta” fase difensiva che nasce l’azione del vantaggio catanese. Che dura pochissimo per l’immediata reazione della Strega, che dopo soli tre minuti riagguanta il pari con una magia di Lamesta direttamente da calcio di punizione da 30 metri.
Il Benevento la ribalta, e la chiude definitivamente, nel finale grazie ad un guizzo dell’indiavolato Mignani su una ribattuta del portiere catanese Dini.
Per il tripudio del meraviglioso pubblico accorso numerosissimo.
Queste le mie riflessioni sulla gara:
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squadra compatta, prestazione pragmatica e atta a gestire gli avversari. Atteggiamento di certo diverso dagli “standard”, ma ho l’impressione che il tecnico sannita avesse così impostato e programmato la gara. Del resto, come di dice, il fine giustifica i mezzi;
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sugli scudi ancora una volta Scognamillo e Maita; ma tutti, e dico tutti hanno dato il loro prezioso contributo, segno evidente di coesione del gruppo. Una particolare attenzione per Mignani il quale, quando chiamato in causa, si fa trovare sempre pronto e diventa devastante. Mi piace sottolineare anche Borghini, che rappresenta , diciamo, il lato “operaio “; ragazzo che lavora con grande professionalità e che, anche se il momento non lo vede protagonista, si fa comunque trovare pronto. Due nomi, ma sono soltanto un esempio. Se la squadra ha raccolto, fin’ora, 70 punti interponendo una voragine tra sé e le immediate inseguitrici, ciò lo si deve anche alla “ricetta” che fa la differenza: tutti pronti, tutti sul pezzo, tutti orientati all’unico, comune obiettivo.
Ed ora testa, ed anima al Sorrento, primo di quattro derby che restano da disputare da qui fino alla fine della regular season. Si gioca sul neutro di Potenza, che ospita i costieri per le sue partite casalinghe. E’ vero che la classifica sorride, ma sarà comunque importante andare lì a fare risultato. Non solo perché il traguardo non è stato ancora raggiunto, ma anche per “vendicare” il pareggio della gara di andata al Vigorito, giunto in extremis con i giallorossi in inferiorità numerica.
E’ lecito immaginarsi un altro esodo della gente di Benevento per gioire insieme ai propri beniamini.
Ad ultimo, una parola per gli amici di Catania.
Mi dissocio da questo modo di intendere il calcio, soprattutto dalla gestione di questa categoria e da quello che ne consegue, che dimostra la pochezza di idee e l’incapacità da parte degli organismi competenti.
Diversi tifosi catanesi erano nella CURVA SUD insieme ai “fratelli” sanniti, a testimonianza del legame che unisce le due tifoserie, nel rispetto e nella grande maturità che questa città ha dimostrato in questa categoria e soprattutto anche in quelle più importanti.
Il calcio è della gente e non di quattro beceri delinquenti.
Rispetto per la nostra passione!
Il nostro sogno è di ritornare dove meritiamo, insieme al nostro presidente Vigorito, che primo fra tutti merita questa soddisfazione, unitamente al suo staff.
Forza Strega!

6 Marzo 2026 di Redazione

