
di Arturo Ciullo
Il Benevento surclassa una coriacea Salernitana nel match clou della giornata, in un “Ciro Vigorito” che canta e spinge i propri beniamini oltre l’ostacolo in quella che rappresentava una gara “fondamentale” per il prosieguo del torneo.
I granata del tecnico Raffaele, schierati con un inedito 4-3-3, hanno dovuto inchinarsi allo strapotere tecnico dei sanniti.
Il giovane tecnico Floro Flores decide di cambiare assetto tattico schierando un 4-2-3-1, con il trio Lamesta-Manconi-Della Morte alle spalle di Tumminello nel reparto avanzato. Scelta se vogliamo ardua, ma che alla fine si rivela azzeccata, se consideriamo che già il primo tempo si è chiuso con il Benevento in vantaggio per tre reti ad uno, circostanza che ha spezzato le gambe ai granata.
Nonostante il vantaggio immediato dei sanniti (ancora a segno l’implacabile Pierozzi, ormai una costante sui calci piazzati), gli uomini di Raffaele hanno preso in mano il pallino del gioco per una buona parte della prima frazione di gara. Sono anche riusciti a recuperare lo svantaggio con una rete convalidata dal team arbitrale dopo ben sei minuti di revisione. Sembra che il pallone abbia di poco (e non completamente come regola vuole) superato la linea di porta; ci sarebbe anche un “non visto” fallo di mano da parte di un calciatore salernitano.
Da quel momento i sanniti hanno avuto una decisa reazione e ripreso a tessere la tela del gioco con ripartenze fulminanti culminate con un micidiale uno/due di Tumminello e Della Morte (in coabitazione con il difensore granata Capomaggio) che ha, di fatto, chiuso la contesa allo spirare del primo tempo.
Nella ripresa i sanniti salgono in cattedra e trovano il modo di bucare per altre due volte una difesa apparsa non all’altezza, grazie alle reti di Tumminello (prima doppietta in giallorosso) e Lamesta, autentica spina nel fianco della retroguardia salernitana.
A risultato ampiamente acquisito, il tecnico sannita dà spazio ai cambi, inserendo i vari Ricci, Simonetti, Mignani, Romano e Viscardi.
Queste le mie riflessioni sulla gara:
Anche dopo il cambio della guida tecnica, la squadra continua ad esprimersi al meglio in casa mettendo in vetrina le singole qualità tecniche. E’ del tutto evidente come giocatori del calibro di Maita e Scognamillo rappresentino i perni fondamentali; ma che dire delle maiuscole (e costanti) prestazioni di un Prisco sempre più leader, di un Lamesta in forma strepitosa e, finalmente, di un Tumminello che ha ripagato la fiducia di una società che lo ha fortemente voluto?
Il Benevento ha la possibilità di utilizzare diversi sistemi di gioco, grazie all’ampia rosa di giocatori di cui dispone, in gran parte dotati di indubbie qualità tecniche. Qualcosa va ancora rivisto sul piano tattico, perché bisogna riconoscere, con onestà intellettuale, che mai come in quest’ultima gara i giallorossi siano stati baciati dalla dea bendata, prova ne siano i due legni colpiti dai granata nel primo tempo.
E’ cresciuta anche la “cattiveria” agonistica e cresce anche la consapevolezza che ogni tanto bisogna sapersi “sporcare” ed adattare al torneo di serie C.
Occorre, adesso, prendere coscienza delle proprie capacità tecniche e migliorare assolutamente il rendimento esterno, finora poco redditizio. Prendere, magari, spunto proprio dalla gara con la Salernitana, che non dimentichiamoci che era, prima di scendere in campo al Vigorito, la squadra con il miglior rendimento esterno.
Va tributato un plauso alle due tifoserie, che si sono rispettate reciprocamente dando dimostrazione di grande passione e qualità.
Non si può, invece, fare altrettanto per l’organizzazione di questo torneo di serie C. Mi riferisco in particolare al controllo (mancato) dei conti di diverse società, alcune fallite ed altre sull’orlo del fallimento, nonché all’utilizzo dello strumento di revisione e controllo FVS, ormai ai limiti della decenza.
Se vuoi partecipare ad un torneo professionistico, devi essere in condizione di poterti permettere importanti investimenti in tecnologia. Ad esempio (come già avviene in serie A ed in serie B) dotando le porte di sensori in grado di stabilire con certezza se un pallone abbia, o meno, varcato la linea di porta (gol line technology). Devi mettere a disposizione dei team arbitrali gli strumenti più idonei per la valutazione di situazioni dubbie. Altrimenti non ti iscrivi al campionato o te ne vai tra i dilettanti!
Purtroppo, invece, ci tocca assistere sempre più a gare falsate e rovinate da cervellotiche decisioni arbitrali, nel contesto di un sistema calcio italiano già di per sé poco credibile ed in colpevole ritardo rispetto alle media europea.
Ora testa alla trasferta di Cava de’ Tirreni, ostica sì, ma non impossibile. È giunto il momento che la Strega sappia imporre la propria superiorità anche in trasferta e porti a casa punti importanti.
Noi ci siamo e ci saremo sempre.

3 Dicembre 2025 di Redazione

