
di Arturo Ciullo
L’attesa del match clou con il Catania aveva caricato a mille l’ambiente. Eravamo tutti consapevoli che la trasferta al “Massimino” avrebbe rappresentato una tappa importante per testare la forza dei giallorossi.
Ciò che mi lascia, invece, la gara, sono i forti dubbi sulla sua gestione da parte di un direttore di gara “insufficiente”, così come del resto s’è dimostrato essere tutto il suo entourage.
Già la scorsa settimana avevo messo in discussione la capacità di questi giovani arbitri a gestire uno strumento tecnologico come il Football Video Support (FVS), introdotto per aiutarli, unitamente ai loro assistenti, ad una migliore gestione della gara e sgomberare quanto più il campo da illazioni e congetture. Anche (e forse, soprattutto) per tale motivo l’esperimento tecnologico era stato ben accolto dagli addetti ai lavori. Non dimentichiamoci che nel recente in passato avevamo assistito a tornei di serie C spesso condizionati da arbitraggi non proprio eccellenti.
Ed invece, all’atto pratico, ci ritroviamo purtroppo ancora di fronte a decisioni tutt’altro che “uniformi” e soprattutto non altezza di quelle che erano le aspettative.
Il penalty assegnato ieri con troppa facilità ai catanesi, ad esempio, oltre ad aver segnato le sorti di una gara nel complesso molto equilibrata ed agonisticamente valida, lascia spazio a fortissimi dubbi in ottica alla “gestione” del FVS.
Venendo alla partita, mister Auteri aveva confermato ancora una volta lo stesso undici iniziale schierato nella gara interna con il Potenza. Il Catania è apparso concentrato ed aggressivo sin dai primi minuti. Ma se si esclude il primo quarto d’ora nel corso del quale il Benevento ha, in un certo modo, dovuto affrontare con relativa tranquillità l’aggressione iniziale dei siciliani, nel prosieguo dell’incontro e praticamente per l’intera sua durata i sanniti hanno saputo tenere il campo senza particolari problemi. Soltanto la discussa concessione del calcio di rigore a favore degli etnei ha sbloccato e cambiato la gara indirizzandone le sorti.
Nella ripresa i giallorossi sono cresciuti guadagnando campo, ma non sono riusciti ad ottenere il pari. A nulla hanno contribuito i cambi effettuati da Auteri.
Lo sconfitta di Catania lascia tanto amaro in bocca e conferma purtroppo la costante che al di fuori delle mura amiche c’è ancora tanto da migliorare se si vuole raggiungere un traguardo importante.
I siciliani sono apparsi molto più “ruvidi “ e hanno saputo sfruttare (anche questo è un pregio) l’unica vera opportunità avuta.
Riflessioni sulla gara:
– Il Benevento, dicevo, non riesce ad esprimere appieno le proprie potenzialità lontano dalle mura casalinghe; vero è, comunque, che nessuna squadra s’è mostrata fino ad ora superiore ai giallorossi, e ciò nonostante le tre sconfitte subìte;
– ci sono calciatori che fanno ancora troppa fatica ad adattarsi alle gare in trasferta ed offrono prestazioni diametralmente opposte a quelle rese al Vigorito;
– le reti subite sono sempre frutto di errori di reparto, come lo è, ad esempio, l’azione che ha determinato il calcio d’angolo dai cui sviluppi è scaturito l’episodio del calcio di rigore.
Il Catania, che pure è una squadra costruita per vincere, non ha praticamente mai messo in difficoltà i sanniti, a testimonianza dell’equilibrio che regna in questo girone. Di questo occorre far tesoro ed iniziare ad avere un atteggiamento diverso e più convinto lontano dal Ciro Vigorito.
Occorre lavorare sulla maggiore cattiveria agonistica e sull’apporto di chi subentra a partita in corso. Da giocatori del calibro di Mehic. Tumminello e Della Morte è lecito attendersi molto di più!
Ma ora mettiamo da parte questa sconfitta e pensiamo a portare a casa l’intera posta domenica prossima contro il Sorrento, squadra giovane e da prendere con le molle.
Un’occasione utile per restare al passo delle due battistrada e far capire che la Strega c’è e ci sarà fino alla fine.
Forza Strega!

27 Ottobre 2025 di Redazione

