Di luoghi comuni e frasi fatte da scrivere sulla vittoria (e che vittoria!) all’esordio degli stregoni, ce ne sarebbero a bizzeffe. Ed infatti, la stampa di settore s’è sbizzarrita nei titoli – direi giustamente – a tratti enfatici.
Ma ciò che ha colpito davvero il popolo giallorosso, però, va oltre la vittoria stessa: certo, strappare 3 punti allo Scida è stato emozionante, considerando i trascorsi. E tutti sono consapevoli (lo spero), che siamo solo alla prima di 38 gare da disputare fino al 26 aprile, termine previsto della stagione regolare 2025/2026.
Quello visto a Crotone è stato un Benevento diverso, rispetto a quello apprezzato (per modo di dire) negli scorsi campionati. Una squadra sicura di se, caparbia, consapevole della propria forza e soprattutto senza alcun timore reverenziale. Un gruppo coeso, solido, con spiccate individualità al servizio della squadra. Mentalità e attitudine offensiva, come dire: posso e devo vincere, e basta.
Certo, per entrambe le squadre è stata la gara d’esordio, gambe ancora imballate, qualche calciatore ancora lontano dalla forma migliore, e tante idee in cantiere che hanno bisogno di tempo per essere applicate.
Ma, a dispetto di altre squadre del girone che all’esordio hanno maltrattato compagini (con tutto il rispetto) di levatura nettamente inferiore, i giallorossi hanno messo sotto – a domicilio – una delle solite candidate al salto di categoria. Squadra, quella calabrese, che ha consolidato il gruppo dello scorso campionato, a dispetto di un Benevento che, invece, ha praticamente rinnovato tutta la rosa, salvo poche eccezioni, e mi riferisco al gruppo dei titolari.
Il Benevento ha mostrato un buon impianto di gioco, almeno sessanta minuti di predominio nella tenuta del campo, e soprattutto valide varianti all’iniziale 3-4-2-1. Da registrare qualcosa nelle transizioni, perchè per tre/quattro volte, in Calabria, abbiamo rischiato troppo sul lancio dalle retrovie per gli attaccanti avversari, che ci sono costati due cartellini gialli (con un quasi rosso…) e la rete subìta. Dovrà ovviamente crescere la condizione, e si attende il recupero pieno di qualche atleta importante, sperando, poi, nell’innesto di almeno un altra pedina in attacco, che possa essere l’alternativa nel ruolo per Salvemini.
Sembra davvero che per la squadra cara al Presidente Oreste Vigorito, si iniziato un nuovo ciclo. Ci sono voluti tre anni di “sofferenza” (nonostante risicate qualificazioni ai playoff…) e un corposo intervento di maquillage per consegnare (finalmente) ad Auteri una squadra competitiva e completa in ogni reparto. Una squadra che sappia incarnare lo spirito gladiatorio chiesto dai tifosi. Nessuna pretesa di vittoria, il girone è difficilissimo – è una sorta di B2 -, ma una squadra che in campo sappia davvero onorare in ogni gara quei colori tanto cari alla torcida sannita. Scognamillo, Ceresoli, Maita, Salvemini, Saio, Della Morte, Mehic (tra gli altri) sono il plus-valore aggiunto ai tanti calciatori forti già presenti in rosa. E con il loro arrivo non potranno che brillare ancora di più anche i giovani talenti sanniti Prisco (ed infatti…), Talia, Sena e tutti gli altri.
Un campionato, quindi, iniziato sotto i migliori auspici (ecco un altro luogo comune…) che non può che fare piacere. I tifosi non aspettano altro che poter sperare, gioire, sostenere a squarciagola ed essere orgogliosi dei propri beniamini. Ciò che sarà, poi, lo scopriremo la prossima primavera.
Noi non possiamo che crederci, come sempre, tutti insieme fino alla fine.

26 Agosto 2025 di Marcello Mulè

